Buoni propositi
Ci sono i buoni propositi dell’autunno, appesi al filo della volontà e dello scoramento: andare in palestra, risparmiare, mangiare di meno, perdere i chili dell’estate e anche quelli dell’inverno precedente, smettere di fumare, fare la cura omeopatica anti influenza, andare a correre ogni sabato, imparare il tedesco, suonare il violino, vincere le elezioni. Si comincia con grande entusiasmo e ottimismo della ragione, si contano le calorie, i passi, si dice Weltanschauung e Feuerzeug, poi qualcosa si inceppa.
11 AGO 20

Ci sono i buoni propositi dell’autunno, appesi al filo della volontà e dello scoramento: andare in palestra, risparmiare, mangiare di meno, perdere i chili dell’estate e anche quelli dell’inverno precedente, smettere di fumare, fare la cura omeopatica anti influenza, andare a correre ogni sabato, imparare il tedesco, suonare il violino, vincere le elezioni. Si comincia con grande entusiasmo e ottimismo della ragione, si contano le calorie, i passi, si dice Weltanschauung e Feuerzeug, poi qualcosa si inceppa, perché piove o perché quella cena fuori è irrinunciabile e sballa tutto il programma calorico dell’inverno, che non si vedeva l’ora di mandare a scatafascio. Si pensa: beh, al diavolo e in un attimo si incarna il passaggio fermato da Alberto Arbasino: da bella promessa a solito stronzo, applicato alla vita quotidiana. Poi però ci sono anche gli economisti di Yale. Comportamentalisti (o behavioristi). Convinti che il mondo abbia solo bisogno di una spintarella, di un po’ di sostegno, di qualche premio e castigo, e sarà in grado di farcela. Due di questi ottimisti signori hanno creato un sito internet per aiutarci a realizzare i nostri sogni. Si chiama stickK.com e ha un gran numero di iscritti, gente con obiettivi concreti: guadagnare millecinquecento dollari al mese, pulire più spesso la casa, perdere venti centimetri di circonferenza fianchi. Il metodo è semplice: si fa un contratto con se stessi, registrandosi sul sito. Si sceglie uno scopo, e si dichiara in quanto tempo lo si vuole raggiungere. StickK prepara un programma settimanale da rispettare, con controlli che naturalmente attengono alla sfera della sincerità personale (dichiarare il falso è come barare con se stessi, dire: ho perso un chilo in una settimana quando è vero il contrario rivela altre nevrosi più urgenti da curare), ma si può nominare un referente (un amico, un parente pietoso, un nemico) che controlli la verità delle affermazioni, e anche un certo numero di supporter, utenti StickK, che pubblicheranno sul profilo del tizio-con-scopo messaggi di incoraggiamento o insulti, a seconda dei risultati. Gli economisti di Yale sono convinti che il controllo e il sostegno della comunità diano molta forza nel perseguire l’obiettivo, come le cheerleader alle partite.
Ma non basta. Per essere incentivati al massimo a non sgarrare, bisogna registrare i dati della carta di credito: si può infatti scegliere di puntare del denaro sulla propria determinazione. Se quella settimana non si è raggiunto il risultato prefissato, gli allenatori di Yale consigliano di privarsi di qualche dollaro, per punizione, perché alla frustrazione di non aver saputo resistere alla pasta all’amatriciana si aggiunga una perdita concreta. Ci penseranno loro: a devolvere il denaro in beneficenza, oppure, come deterrente ancora maggiore, al nemico. Se si è repubblicani, alla biblioteca di Bill Clinton, se si è democratici alla biblioteca di George W. Bush. Oppure a qualcuno a cui si è dichiarata eterna antipatia: Flavio Briatore, per esempio, dovrebbe decidere, in caso di mancata riduzione del girovita, di finanziare settimanalmente la fondazione filantropica di Giovanna Melandri. E Matteo Renzi, se non vincerà le primarie del Pd, oltre a rinunciare a qualunque premio di consolazione, come ha dichiarato a Fabio Fazio, dovrebbe, per rendere più bruciante la sconfitta, finanziare e distribuire l’intera raccolta “Nichi che stai a di’”, rilegata in pelle umana.
Annalena Benini, nata a Ferrara nel 1975, vive a Roma. Giornalista e scrittrice, è al Foglio dal 2001 e scrive di cultura, persone, storie. Dirige Review, la rivista mensile del Foglio. La rubrica di libri Lettere rubate esce ogni sabato, l’inserto Il Figlio esce ogni venerdì ed è anche un podcast. Ha scritto e condotto il programma tivù “Romanzo italiano” per Rai3. Il suo ultimo libro è “I racconti delle donne”. E’ sposata e ha due figli.
